





Appuntamento alla Stazione Marittima di Genova e 10 km di Aurelia fino a Pegli, poi abbiamo imboccato la verdissima val Varenna. Fino alla località Tre Ponti il contesto urbano richiede ancora particolare prudenza. La valle nel primo tratto si percorre con molta facilità, grazie ad alcuni falsipiani e leggere salite tra vecchi edifici delle cartiere dimesse e, purtroppo, alcune cave abbastanza sgradevoli alla vista. Fortunatamente si raggiunge presto un ambiente piacevole di boschi e campi coltivati. La strada è riparata dagli alberi e il percorso gradevolmente fresco, degno di nota nella stagione ormai estiva. Entrando nel comune di Ceranesi la salita diventa dura fino a Lencisa, sul valico che conduce in val Polcevera, dove è d’obbligo una sosta per ammirare la splendida vista sul santuario della Guardia.
La domenica mattina anche una strada come la Statale 35bis dei Giovi è degna dell'attenzione del ciclista. Siamo partiti dalla stazione ferroviaria di Arquata Scrivia e l'abbiamo percorsa fino alla circonvallazione di Novi Ligure (la città dei campionissimi). Pochissime auto, gradevoli scorci e panorami, abbiamo subito incontrato il sito della città romana Libarna, ricco di emergenze storiche e archeologiche. Interessante si è dimostrato poi l'attraversamento di Serravalle, paese a picco sul torrente Scrivia (decisamente meno fortunato il transito in zona outlet). La piana a nord di Novi Ligure è invece ricca di strade di campagna asfaltate, che abbiamo percorso zigzagando verso Sale. Abbiamo pedalato in una pianura tardo autunnale esaltata dalla luminosa giornata di sole. Le località attraversate sono state: Bettole di Pozzolo Formigaro, Cascinotti di Villa, l'abbazia di Santa Maria di Rivalta Scrivia, Torre Garofoli, Passalacqua, e finalmente la lunga e imperdibile via vecchia di Novi, fino ad arrivare a Sale. Ma i percorsi nella zona possono essere molti. Vi invitiamo a guardare la cartina e provarne altri ancora!
Dopo tante pedalate in montagna, nell'ultimo mese le nostre uscite ci hanno portato a percorrere lunghi tratti di argine. Dopo l'argine Agosta nelle valli di Comacchio, il fiume Po all'altezza di Ferrara e nella zona della foce (Po di Goro), ancora il Po tra Pavia e Piacenza... questa volta si è trattato del Ticino.
Dalla stazione di Pavia primo tratto in centro città fino al Ponte coperto, poi la periferia est della città è stata una sorpresa poco piacevole! Finalmente a Valle Salimbene abbiamo deviato su una strada quasi sgombra dal traffico a sud della statale. Da Belgioioso (da non perdere il castello) inizia una serie incantevole di paesini e frazioni quasi a ridosso del Po, immerse in profumi e atmosfere autunnali: Torre de Negri, Spessa, San Zenone, Zerbo, Pieve Porto Morone. Da quest'ultimo si sale sull'argine e per chilometri la pedalata è tranquilla e gradevole. Il centro di maggior rilievo in questa zona è Monticelli Pavese, il quale vanta una singolare particolarità.
Zona molto conosciuta e frequentata da ciclisti e cicloturisti, l'argine ferrarese del Po merita senza dubbi un'escursione. Siamo stati in zona alcuni giorni e in particolare il 17/09 abbiamo percorso un lungo tratto da Ferrara fino a Mesola. Dalla città a Francolino (dove si sale fisicamente sull'argine) si percorre una bella pista ciclabile che evita lo stress di un traffico comunque contenuto. Pedalare sull'argine è un'esperienza che non si può raccontare, si deve provare! Arrivati a Serravalle si abbandona il corso principale del fiume e si continua sul ramo di Goro, meno maestoso ma altrettanto interessante. L'ambiente è molto tranquillo e si incontrano per lo più trattori e altri ciclisti.
Partenza dalla stazione ferroviaria di Ronco Scrivia, direzione Isola del Cantone. La strada è piacevole e inaspettatamente poco trafficata. Prima di entrare nel paese una deviazione a sinistra ci fa scavalcare l’autostrada e imboccare, dopo circa un chilometro, la bellissima val Vobbia (5km), caratterizzata dal succedersi di conglomerati a picco sulla strada e dal Castello della Pietra, fortilizio davvero unico nel suo genere (foto, cliccare qui per info). Arrivati a Vobbia (15 km) abbiamo proseguito in salita attraverso una serie di panoramici tornanti verso Crocefieschi (20 km), paese ricco di monumenti e luoghi d'interesse e noto ai calciofili per aver dato i natali al calciatore Roberto Pruzzo, campione d'Italia con la Roma di Liedhom.
Siamo partiti dalla stazione ferroviaria di Sarzana e abbiamo imboccato via XXV Aprile in direzione Marinella di Sarzana. Dopo il cavalcavia che supera l'autostrada abbiamo deviato a destra per Fiumaretta di Améglia e ancora a destra per attraversare il Magra sull'ultimo ponte prima della foce del fiume. Ora la strada costeggia la riva destra in direzione Bocca di Magra, regalando una bella visione del golfo e delle alpi Apuane. Dopo una breve visita a Bocca di Magra è cominciata l'ascesa verso Montemarcello, raggiunto pedalando su una strada ricca di tornanti tra la lussureggiante macchia mediterranea, con momenti di puro incanto per il panorama che si apre sempre più salendo.
Siamo partiti dalla piazza di Torriglia e abbiamo seguito la vecchia statale in direzione Piacenza.
Siamo partiti dalla stazione di Genova Bolzaneto ed abbiamo percorso un tratto di strada pianeggiante di circa 7 km, che prima di Manesseno entra nella valle del torrente Secca verso Serra Riccò. Da Pedemonte inizia un tratto di salita dolce di 8 km fino al valico di Crocetta d’Orero. La salita è regolare ma contrariamente alle informazioni ricevute il traffico automobilistico si è fatto sentire, forse per la bella giornata o forse perché il luogo si presta a gite fuori porta.
Sono partito dalla stazione di Genova Voltri con l'intenzione di fare una sgambata invernale sull'Aurelia, come è abitudine diffusa. La mia meta era Borghetto Santo Spirito. Non starò a descrivere pregi e difetti di questo percorso molto battuto per l'allenamento invernale dei ciclisti. Il considerevole numero di appassionati che si incrociano, si superano o da cui si viene superati è difficilmente osservabile altrove. Dopo l'incantevole tratto Voltri-Arenzano, i Piani di Invrea e il tratto Varazze-Celle (con l'uscita panoramica da Varazze e la discesa mozzafiato su Celle) si incontra Savona, il cui attraversamento merita attenzione per il traffico intenso, ma suscita emozione per il passaggio a un passo dai grandi traghetti ormeggiati e accanto ad alcune emergenze storiche della città (le torri e la fortezza). A Vado Ligure la luce intensa e il vento forte hanno reso il panorama del golfo terso e di bellezza inaspettata. Superato Capo di Vado si incontra il tratto a mare più emozionante: Bergeggi!NOVITA': per il calendario completo delle uscite in bicicletta clicca sulla foto sotto
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ecco alcune delle foto più belle dai nostri giri in bicicletta; cliccate sulle immagini per i collegamenti ipertestuali
Con la legge finanziaria del 1985 (Governo Craxi) fu emanato il "decreto Signorile". Redatto dal Ministro dei Trasporti Claudio Signorile, esso comprendeva un elenco di linee ferroviarie a suo parere non comprese nella rete di interesse generale e completamente improduttive, di cui si prospettava la chiusura. Molti tronchi ferroviari sparsi su tutto il territorio nazionale, soprannominati allora rami secchi, andarono incontro alla triste sorte della soppressione, anche in circostanze di assurdità tipicamente italiana, come nel caso il caso dell'Airasca - Saluzzo, poiché la chiusura sarà immediatamente successiva al completo rinnovo dell'armamento, con uno spreco di circa 10 miliardi di lire.
Questa e altre interessantissime nozioni sulle ferrovie dimesse delle province di Cuneo e Torino le abbiamo trovate andando alla ricerca di notizie sulla Barge - Bricherasio, linea che ha vissuto una sorte simile e ancora precedente nel tempo e di cui caldeggiamo la rapida riconversione a pista ciclabile dei suoi 11,7 km.
Il sito, consigliatissimo per la cura e la ricchezza di informazioni, è tra i nostri siti e blog consigliati (cliccate ferrovia airasca - saluzzo) insieme ad altri due siti la cui visita è indispensabile (ferrovie dimenticate & ferrovie abbandonate). Oltre a una dettagliata storia della linea Airasca - Saluzzo, vi si descrivono le vicende di altre sei ferrovie dismesse nel territorio della provincia di Cuneo: la Bra - Ceva, la Bricherasio - Barge, la Busca - Dronero, la Cuneo Gesso - Borgo S. Dalmazzo (via Boves), la Mondovi' - Bastia Mondovi' e infine la Moretta - Cavallermaggiore.
Il nostro sogno è che tutte le massicciate non più usate per il traffico ferroviario diventino presto piste ciclabili. Fateci conoscere quelle di cui avete notizia!
Ogni contributo sarà molto apprezzato!
Un ultimo suggerimento per chi volesse andare alla scoperta di un tracciato ferroviario abbandonato vicino alla propria casa; vi consigliamo il lungo elenco presente su Wikipedia alla voce Ferrovia dismessa e gli approfondimenti della categoria Linee ferroviarie dismesse
29 Gennaio 2008
Bicibox è una libera associazione di persone con una gran voglia di evasione lontano dalla massa e dai centri commerciali, alla ricerca di tutti i piaceri della vita che nella nostra società vengono visti con smarrimento perché non decodificati.
Noi vogliamo godere della freschezza del mattino mentre ci inerpichiamo su strade poco frequentate, con vedute spettacolari e incontri sempre inconsueti, verso trattorie dai mille sapori e vini, discese, mare, musica, armonia del vivere senza tensioni...
…o almeno ci proviamo!
Siamo un gruppo di transfughi dalla breve ma intensa stagione della Bultrek, con più iniziative che tempo, con una grande voglia di nuove esperienze, nuovi itinerari, aperti a ogni suggerimento, aiuto, collaborazione, scambio di opinioni...
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